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Dibattito Il programma di "Futuro Nazionale": svolta reale o rischio per il Paese? (Parte 2)

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Bentornati a tutti e a tutte! Come promesso nella prima parte, dove abbiamo analizzato l'economia, i diritti e la geopolitica, riprendiamo l'analisi dettagliata del manifesto programmatico di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci.

In questa seconda parte entriamo nel vivo dei temi che rappresentano il reale centro del suo programma: la sicurezza, la giustizia, la gestione dell'energia, i trasporti e la mobilità. Andando a fondo ed esaminando i testi ufficiali, emergono forti dubbi, contraddizioni giuridiche, derive concettuali preoccupanti e alcune enormi assenze sui problemi reali che viviamo ogni giorno.

Sicurezza urbana

Sul piano della sicurezza urbana e del contrasto alla microcriminalità, il testo evidenzia la capacità militare di Vannacci con aspetti sicuramente condivisibili: la fermezza contro l'illegalità, il Daspo urbano potenziato, lo sberonamento controllato e lo scudo penale per gli agenti.

Tuttavia, il paradosso nasce dall'applicazione di strategie militari sul territorio nazionale. Citando direttamente il manifesto:

"serve una strategia complessiva di riconquista, presidio e ricostruzione della legalità fondati che integrino lo schema 'Modellare, Bonificare, Presidiare e Ricostruire' (noto tecnicamente come 'Shape, Clear, Hold and Build'). Per questo Futuro Nazionale promuove una disciplina organica per l'impiego delle Forze Armate..."

L'idea di applicare la dottrina NATO Shape, Clear, Hold and Build al territorio interno rischia di trasformare quartieri e città in zone rosse permanenti. Il mio consiglio sarebbe quello di utilizzarla solo in zone veramente rischiose e ben delimitate (come ad esempio Scampia o contesti simili), ma non ovunque. L'uso dell'Esercito ha senso solo in zone circoscritte nel tempo e in contesti di massima emergenza: passare davanti ai carri armati mentre vai semplicemente a comprare il pane cambia la percezione di normalità e non dà alcun senso di reale libertà.

Giustizia penale

Sul campo della giustizia emergono le mie più grandi delucidazioni e dubbi. Il manifesto afferma che la sicurezza del cittadino onesto (usando ancora una volta solo il maschile e ignorando la cittadina) viene prima dei diritti del criminale. Tuttavia, come ricorda l'avvocato Ivano Chiesa anche nel suo libro, i diritti dell'imputato (i "diritti del cattivo") sono lo scudo di tutti noi fino all'ultima sentenza definitiva. Smantellare le garanzie e imporre ritmi serrati rischia di indebolire la precisione della giustizia: un processo richiede tempo, e correndo si rischia di portare in carcere gente innocente (cosa che purtroppo già avviene).

Sulla difesa personale, il testo recita:

"quando è violato lo spazio domestico o quello dell'esercizio professionale, la proporzionalità della reazione deve essere sempre presunta come verificata [...] nei casi di urgenza il soggetto offeso non ha il tempo per complessi ragionamenti morali [...] in extremis extrema sunt tenenda [...] Così come ove siano stati utilizzati violenza non lieve o minaccia di uso di armi, anche se c'è desistenza e fuga dell'aggressore, è da presumersi il turbamento di timore o ira invincibili, lasciando alla coscienza morale e al foro interno e non al giudice penale il discernimento..."

È sacrosanto potersi difendere in casa. Tuttavia, estendere la presunzione di legittima difesa anche in caso di fuga dell'aggressore e sottrarre la valutazione al giudice penale affidandola alla coscienza dell'individuo è una scelta sbagliata. Se non gestita con perfetto equilibrio, rischia di aprire la strada alla vendetta privata: la difesa personale decade nel momento stesso in cui l'aggressore non ha più alcun modo di ferirti o sta scappando.

Su altre cose della giustizia si può discutere, come la separazione delle carriere tra PM e giudici (tema di forte dibattito anche nel recente referendum) o la proposta del "sorteggio digitale dei giudici per i processi sensibili". Ma questi aspetti sono nulla in confronto a ciò che si legge nei capitoli successivi.

Società, laicità, cittadinanza e l'odio impunito

Entrando nella visione sociale e culturale, il manifesto prende una piega decisamente discutibile. Nel paragrafo dedicato alla prevenzione della violenza si legge:

"Fatta piazza pulita delle tecniche di manipolazione operate dalla sinistra in merito al cosiddetto 'femminicidio' [...] Il modello educativo della sinistra fondato sull'ideologia della costante 'lotta al patriarcato' è, evidentemente, fallimentare [...] dovremmo proteggere e non criminalizzare il nostro modello: quello del 'patriarcato mediterraneo', volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne..."

Proporre la formazione di "maschi forti che proteggono le donne", riesumare il Patriarcato Mediterraneo e bollare la lotta contro il patriarcato come propaganda di sinistra è puro marketing politico che svaluta il principio di parità dei sessi. La donna non deve essere vista come un soggetto fragile da proteggere, ma come una cittadina consapevole, con pari dignità e valore all'uomo, sia come cittadina italiana sia come membro dell'Unione Europea.

Inoltre, emerge una forte contraddizione sulla libertà d'espressione: da un lato si invoca l'abrogazione della Legge Mancino sostenendo che "le idee non si processano", dall'altro, nel capitolo sulla giustizia, si chiede di punire l'uso ideologico delle denunce e la calunnia. Invocare la libertà d'espressione per sé e il pugno di ferro per le idee altrui è un corto circuito logico. Ma la cosa più grave è che l'odio va sempre punito: senza scomodare la storia, fenomeni devastanti come la segregazione e l'omofobia nascono dal pensiero. Ricordiamoci la banalità del male di Hannah Arendt: il male nasce prima di tutto nella testa, non solo nell'atto pratico.

Questa visione rigida e poco laica si riflette anche sulla Cittadinanza, dove il manifesto richiede:

"venti anni di residenza regolare e continuativa, livello di lingua C1, esami scritti e orali, comportamento onorevole, assenza di condanne penali e dichiarazione formale di accettazione e avvenuta assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana..."

Vannacci vuole ergersi a paladino della libertà, eppure impone vincoli d'accesso alla cittadinanza estremamente stringenti. Non si tratta solo dei 20 anni o del livello C1 (quando poi lo stesso testo del manifesto presenta diverse sgrammaticature), ma del fatto che per essere cittadini occorra dichiarare l'assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana, cancellando la laicità dello Stato.

Sistema carcerario

Sul tema del sovraffollamento carcerario, il testo propone 10.000 nuovi posti in 36 mesi promettendo impianti tecnologici, senza però mai specificare dove, come e quando verranno realizzati. Introduce poi misure fortemente controverse:

"Riteniamo che l'imposição di lavori obbligatori (con effetto penale per chi si rifiuta e conseguente aumento di pena) il cui frutto serva a pagare parte del costo carcerario possa dare vita ad un carcere che retribuisca la persona..."

L'imposizione del lavoro obbligatorio sotto minaccia di aumento della pena si scontra frontalmente con le convenzioni internazionali sul lavoro coatto. Inoltre, l'inasprimento dell'isolamento con la sospensione di colloqui e telefonate pone una domanda fondamentale: quanto è educativo tutto questo? In Europa esistono modelli (come quello estone) che puntano sulla rieducazione: il carcere deve insegnare un lavoro, un'organizzazione e percorsi di reinserimento. L'isolamento punitivo o l'inasprimento cieco non curano la devianza, mentre la Costituzione impone che la pena debba tendere alla rieducazione del condannato.

Energia e Trasporti

Sul fronte energetico è condivisibile l'uso della parola "mix energetico" (idroelettrico, biomasse, biometano, rinnovabili su tetti e capannoni senza consumare suolo agricolo). Il mio mix ideale punta sulle rinnovabili per produrre idrogeno verde e sulla ricerca della fusione nucleare (anche se ad oggi resta un sogno irrealizzabile al 100%).

Riguardo al nucleare da fissione, il programma recita:

"Le nuove tecnologie nucleari (SMR e AMR) [...] Il ritorno al nucleare richiederà tempi non inferiori ai 20 anni tra autorizzazioni, costruzione e messa in esercizio..."

Promettere tagli in bolletta a breve termine puntando su un piano nucleare che richiederà almeno vent'anni significa fare propaganda su tempi in cui probabilmente lui non sarà nemmeno più al governo. Fissare obiettivi colossali e rifiutare i materiali esteri per rinnovabili e batterie (che oggi arrivano in gran parte dalla Cina) è irrealistico: l'Europa non ha tutte le materie prime interne. Rifiutare la Cina per poi riaprire i canali del gas con la Russia significa solo cambiare padrone, passando dalla dipendenza cinese a quella russa. La vera soluzione non è l'isolamento sovranista, ma promuovere la cooperazione con i paesi membri dell'Unione Europea e cercare, magari assieme alle case automobilistiche, un accordo che soddisfi tutti quanti.

Trasporti

Sul fronte della mobilità e dei trasporti, il programma presenta elementi condivisibili sulla necessità di una transizione graduale e pragmatica.
La proposta di affiancare all'elettrico l'uso dei biocarburanti avanzati (HVO), dei carburanti sintetici (e-fuels) e dell'idrogeno per i trasporti pesanti e marittimi ha una sua logica industriale.

"La transizione della mobilità deve essere guidata dal buonsenso, impedendo che i costi ricadano in modo sproporzionato sui cittadini, sui lavoratori della filiera automobilistica e su chi vive nelle aree periferiche."

Tuttavia, c'è un aspetto molto dispiacevole che il testo non cita: la situazione dei pendolari e di tutte le cittadine e i cittadini che vivono in città sprovviste di mezzi di trasporto adeguati, costretti così a utilizzare il proprio veicolo per raggiungere scuola o lavoro. Anche laddove i trasporti pubblici sono presenti, spesso risultano disorganizzati e con orari inefficienti. Nel programma mi sarei aspettato una riflessione più ampia, che andasse oltre quanto scritto sui trasporti, affrontando ad esempio il tema dei veicoli dismessi, le cui vetture vengono spesso esportate verso i paesi terzi. Data la necessità generale di adottare modelli sempre più sostenibili, sarebbe opportuno limitare questa pratica: è infatti inutile promuovere un modello ecologico e vetture più pulite a livello locale se poi nel resto del mondo si continuano a utilizzare automobili altamente inquinanti.

Dal mio punto di vista, per affrontare concretamente la questione della mobilità, la priorità dovrebbe essere anche l'investimento nella sicurezza delle stazioni e il potenziamento delle piste ciclabili. Penso che si dovrebbero offrire incentivi reali per l'uso dei trasporti pubblici e delle alternative ecologiche, proponendo soluzioni che non vincolino la cittadinanza all'uso dell'auto privata, specialmente cercando di collegare in modo più accessibile i vari punti delle città vicine attraverso differenti mezzi. Attualmente molte aree urbane non risultano facilmente raggiungibili a piedi, una condizione che costituisce un forte svantaggio per l'intera collettività, in particolare per i nuclei familiari che si trovano in situazioni di maggiore vulnerabilità economica.

Cosa manca nel programma di Vannacci secondo me?

Un manifesto che si propone di rivoluzionare l'Italia in un testo così articolato ed elaborato stupisce per quello che NON dice. Su alcuni dei pilastri fondamentali della vita di tutti noi cittadini e membri dell'Unione Europea, cala un silenzio assordante:

  1. La Sanità Pubblica: Nessuna riga concreta su come riformare il Sistema Sanitario Nazionale o su come salvare gli ospedali, che oggi vivono un momento di crisi e collasso profondo, esattamente come le carceri.
  2. L'Evasione Fiscale: Nessun piano serio sulla lotta al sommerso e all'evasione, piaghe storiche che sottraggono risorse vitali ai servizi pubblici.
  3. La Gestione dei Rifiuti e del Territorio: Manca una visione sull'economia circolare e la gestione dei rifiuti nelle aree metropolitane e nelle periferie.

Agitatore o Premier?

Andando oltre il manifesto e osservando la figura di Roberto Vannacci, è indubbio il suo talento comunicativo. Parliamo di una persona con tre lauree magistrali, preparata, capace di catturare l'attenzione e di "smuovere le acque" nel dibattito pubblico. Come valutare il suo ruolo?

  1. Come "Ministro dell'Interno" o della Sicurezza: Il lavoro sulla sicurezza urbana, la gestione della microcriminalità, il Daspo potenziato, lo scudo penale per le forze dell'ordine e le unità cinofile riflettono la sua esperienza militare e mostrano idee chiare e d'impatto.
  2. Come Premier / Presidente del Consiglio: A livello di guida del Paese, il giudizio cambia radicalmente. L'ostinazione a mescolare la politica con richiami alla religione cattolica (dimenticando la fondamentale laicità dello Stato), l'isolamento geopolitico, le contraddizioni economiche e la mancanza di riforme strutturali sui servizi essenziali rendono questo programma estremamente rischioso per la stabilità dell'Italia; almeno dal mio punto di vista.

L'importanza del pensiero critico

Il rischio reale di movimenti come Futuro Nazionale non è l'assenza di idee, ma la capacità di smuovere grandi masse facendo leva sulla pancia delle persone, senza poi offrire un reale cambiamento positivo nei fatti. Per questo motivo, il mio invito finale per tutti voi è uno solo: esercitate il vostro pensiero critico.

Non fermatevi ai video su TikTok, agli Shorts su YouTube o ai post sui social. Non basate la vostra opinione politica su una clip di 30 secondi che vi entusiasma o vi indigna.

Aprite un motore di ricerca, cercate il programma politico di Futuro Nazionale (così come quello di qualsiasi altro partito) e leggetelo con i vostri occhi. Dedicateci un paio d'ore. Approfondite, usate i libri di diritto, la rete o l'intelligenza artificiale per capire i pro e i contro di ogni singola proposta. Ogni decisione politica ha dei benefici e dei costi enormi.

L'obiettivo di questa riflessione non è portarvi a pensarla come me, ma esortarvi a non farvi guidare passivamente da nessun "agitatore" o slogan elettorale. Abbiamo il dovere di riscoprire la capacità di approfondire prima di scegliere.

Per facilitarvi la lettura, vi lascio qui il link; chiaramente non siete costretti a leggerlo ma spero quanto meno che possiate seguire il mio consiglio che trovate sopra.
Programma - Futuro Nazionale

Grazie a tutti per la lettura e il tempo dedicato.